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P.E.C. Comune di Fontanarosa
Operazione Trasparenza Comune di Fontanarosa

Il Sistema Carro

È molto difficile definire un'opera del genere, verificare se le norme architettoniche coincidano o meno con la sua forma; incasellarla in determinato ambito culturale. Alcuni studiosi ritengono che il primo carro, quello ideato da Generoso Martino, fosse di gusto Barocco, mentre gli altri, allestiti in seguito si ispirassero al Gotico. In realtà non è possibile stabilire rigidamente uno “stile” dal primo a quello attuale. Certamente, per approdare ad una classificazione “stilistica”, sarà utile tenere presente il loro momento storico per valutare le tendenze dei maestri, che vi lavorarono, e leggerne attentamente i caratteri. ncominciamo a decodificare il tipo e gli elementi architettonici di cui si compone il carro di Fontanarosa. Il carro può essere scomposto in parti omogenee classificate in base alla forma e/o alla funzione. Avremo un sistema principale carro e dei sottosistemi per parti omogenee: struttura, rivestimento, equilibrio. Il sottosistema della struttura portante è composto da una serie di pali in legno di castagno a sezione circolare, con diametro variabile che va riducendosi dal piede alla testa. Ogni piano è composto da quattro pali affiancati da altri quattro, quelli che si prolungano dal piano sottostante. I primi otto grossi pali partono dalla crociera del “carrettone”, cioè la parte basamentale che garantisce il moto; essi sono alloggiati in appositi incassi ricavati nel masso di legno di olmo. Lo schema strutturale del primo piano si ripete anche per i piani successivi però, mano a mano che si sale verso gli altri livelli, le sezioni dei pali diventano più piccole. La struttura lignea del carro, come si può vedere dalle foto dell’ossatura, si presenta come un telaio spaziale che va rastremandosi in altezza. Complessivamente la struttura del carro è composta da venti pali, che garantiscono l’intelaiatura fino al quinto registro. I pali sono tenuti insieme, al fine di garantire sia l’equilibrio sia la statica dell’intero sistema carro, da una serie di vincoli non perfetti; vale a dire che non esistono né incastri, né cerniere assimilabili alle regole classiche della statica o della scienza delle costruzioni; qui ci troviamo di fronte a soluzioni dettate dall’esperienza pratica derivata da altri modelli strutturali. I vincoli sono garantiti da una triplice azione : incastro delle parti in legno, bullonatura, legatura con corda di canapa (muscellatura). Un grandissimo ruolo svolge la legatura, infatti non essendo un vincolo di tipo rigido, garantisce l’elasticità, quindi il movimento tra palo e crociera, (elemento dove esso è fissato); inoltre prima della partenza del carro queste legature vengono bagnate per serrare ancora di più il vincolo. L’operazione viene eseguita per avere una migliore risposta alle altissime sollecitazioni che la struttura subisce durante le fasi del trasporto. Oltre all’ancoraggio vicino alle crociere, i pali sono ancorati anche alla riquadratura che delimita ogni piano.



La “cupola”
è composta da due piani che, nonostante la loro piccola dimensione, rispettano tutte le caratteristiche degli elementi architettonici dei registri sottostanti. Sopra questi due piani, alloggiati come rocchi di colonne, grazie ad un foro al centro della loro struttura, attraversati dal grande palo centrale, viene sistemato il tronetto e quindi la statua della Madonna.
Osservare la manovra di innalzamento della cupola con la Madonna posta sul tronetto diventa uno spettacolo di particolare emozione. La prima operazione che si compie, quando ormai sul posto di montaggio si è radunata buona parte della popolazione, è il sollevamento del palo con un movimento di rotazione garantito da una serie di corde tirate anche dai fontanarosani che partecipano all’evento. Il grande palo, dopo questa prima manovra, viene a trovarsi in posizione verticale; è retto in equilibrio da altre corde; a questo punto, due argani, messi in movimento con un sistema di leve che, grazie a carrucole e rulli, lentamente fanno salire la cupola verso il punto stabilito. Con l’ascesa della Madonna, sul punto più alto del carro, operazione difficile e pericolosa, ma eseguita con attenzione dai maestri falegnami , si apre la grande festa in SUO onore. L’assemblaggio della struttura del carro e del suo rivestimento in paglia è affidato ad esperti falegnami, che io amo definire ”uomini volanti”. E’ difficile ricordarli tutti, meritano la nostra stima quelli attuali ( Raffaele Petroccione e Raffaele Rosato); non vanno dimenticati quelli del passato che purtroppo non ci sono più: Giuseppe Furcolo , Michele Iezza, Silvio Cosato, Antonio Cavaliere , Felice Ruggiero ed altri.

Il Rivestimento in paglia

Il rivestimento del carro può essere scomposto in moduli (base , colonna , “funnato”, (capitello) che si riducono nelle dimensioni passando ai piani più alti ma, non nelle forme essenziali che caratterizzano il modulo



Il primo e il secondo registro sono composti da 24 pezzi, cosi divisi: 8pezzi di base, 8 pezzi (4 colonne + 4 “funnati”) parte centrale, 8 pezzi (4 capitelli + 4 cornicioni ) per la parte alta del registro. Il terzo registro è composto da 16 pezzi di cui 8 di base; sono assemblati assieme, in questo caso, colonna - capitello e “funnato” - cornicione. Il quarto e quinto registro, considerata la loro modesta dimensione rispetto ai primi, si compongono solo di 8 pezzi , ciascuno di essi comprende base, colonna e capitello. Gli ultimi tre registri, con la Madonna, sono composti da pezzi unici, essi vengono chiamati “cupola”, abbiamo già visto innanzi come si realizza la manovra del loro montaggio. Ogni pezzo del rivestimento del carro è predisposto per essere agganciato al fianco dell’altro grazie a delle staffe particolari, poi bullonate. Per stabilire una convenzione che ci consente di leggere gli schemi delle piante dei vari carri bisogna individuare che cosa si intende come faccia.



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